La denuncia del presidente dell’Antimafia Giuseppe Pisanu sugli “indegni” che hanno popolato le liste alle ultime elezioni amministrative conferma essenziali capisaldi che non devono ora essere sepolti nel frastuono dello scontro politico. Innanzi tutto si conferma che sul terreno delle amministrazioni pubbliche si gioca la mortale partita dello Stato contro le mafie e che la politica vi riveste un ruolo centrale. (continua…)
“Seppellite Cesare”
14 setSicilia, marzo 1950. Strane voci circolano per l’isola. Riguardano un uomo che ha fatto parlare di sè in tutto il mondo. Si chiama Salvatore Giuliano. Di professione capo di una banda di terroristi neri. Alcuni dicono che è fuggito in Tunisia, nel dicembre 1948, su una imbarcazione; altri che sia andato nella Spagna franchista per arruolare un esercito di liberazione della Sicilia; altri ancora che il governo italiano ha organizzato la sua fuga nel Nuovo Mondo, dove il bandito è stato concepito nel 1922 (Gavin Maxwell, Dagli amici mi guardi Iddio, Milano, Feltrinelli, 1957, p. 147). (continua…)
Quel che so di Schifani
3 setLa verità sull’avvocato Renato Schifani dice di conoscerla bene l’imprenditore palermitano Giovanni Costa, con un patrimonio di centinaia di milioni di euro posto sotto sequestro e una condanna sulle spalle a nove anni per riciclaggio, accusa per la quale è in corso il processo d’appello. È una verità finora inedita e se fosse riscontrata dalla magistratura potrebbe portare ad attivare nuove indagini. Il nome di Costa, 56 anni, compare nell’elenco delle persone che la Procura di Palermo intende interrogare, insieme al dichiarante Gaspare Spatuzza: dall’imprenditore i pm pensano di ricavare notizie ancora riservate sull’ex avvocato. In particolare gli inquirenti vogliono far luce su eventuali collegamenti che ci sarebbero stati nei primi anni Novanta tra Schifani ed esponenti di Cosa nostra, in particolare i fratelli Graviano autori delle stragi siciliane del 1992 e di quelle di Roma, Milano e Firenze del 1993. (continua…)
Mappe
19 lug
Bambini, familiari, rappresentanti di associazioni, le Agende rosse, pochissima società civile. Così questa mattina a Palermo, in via D’Amelio, si commemora la strage in cui persero la vita Paolo Borsellino, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi e Claudio Traina. Nessuna commemorazione istituzionale è prevista. In tarda mattinata si è fatto vedere il presidente della commissione antimafia Beppe Pisanu, accolto da qualche contestazione. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato un messaggio auspicando che si vada a fondo nelle nuove indagini. Il premier Silvio Berlusconi ha mandato un telegramma. (continua…)
Il gesto a metà di Nicola ‘o americano
15 lugTanto tuonò che alla fine piovve. Le dimissioni di Cosentino non sono altro che una piccola pioggerellina estiva. Intensa ma breve. Il tempo di rinfrescare l’aria. Si potrebbe quasi dire che il dossier contro Caldoro fa più’ paura della Camorra. Anzi perché non dirlo. Non si riesce più a tenere il conto dei pentiti che hanno chiamato in causa il sottosegretario per ”amicizie” con il clan dei Casalesi. Insufficienti però in questi anni a “redimerlo” per lasciare gli incarichi di Governo. Ora invece davanti allo scandalo P3, Cosentino lascia. Non totalmente. Strategicamente rimane coordinatore campano del Partito di Berlusconi. Un gesto a metà. Una dimissione che sembra quasi una vittoria. E che fa paura. Mantiene il potere e l’influenza nella sua Campania. Una regione che dovunque la guardi, da destra o da sinistra,non esprime una classe politica degna di questo nome. (continua…)
Cosentino tiene in scacco la Campania
14 lugUno, due, tre, quattro, cinque. Non si contano piu’ i pentiti che chiamano in causa il sottosegretario all’economia Nicola Cosentino. Pentiti eccellenti che in questi anni hanno svelato i segreti ed i meccanismi del clan dei Casalesi, la holding criminale tra le piu’ potenti economicamente nel panorama delle mafie italiane. Dai rifiuti all’eolico, dai voti per essere eletto ai dossier per screditare gli avversari politici. Una lista che ogni giorno si allunga per il coordinatore regionale del Pdl in Campania. Bastava leggere le 293 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Raffaele Piccirillo, che aveva chiesto il via libera al Parlamento per arrestare il sottosegretario all’Economia per sapere. Unico capo d’accusa. Concorso esterno in associazione mafiosa: voti in cambio del patrocinio politico del clan dei Casalesi nel settore dei rifiuti.






