Praticamente da un anno, a Gela, quello che avrebbe dovuto rappresentare un esempio di trasparenza e rispetto delle regole nel settore edilizio, come preannunciato al momento della posa della prima pietra, ovvero il cantiere finalizzato alla realizzazione di un nuovo centro commerciale-direzionale, è totalmente bloccato. Dall’allora primo cittadino Rosario Crocetta, e fino alle massime autorità provinciali e regionali, il motto fu praticamente univoco, “bisogna sostenere attività ed imprenditori che hanno deciso di schierarsi in favore della legalità e della correttezza professionale”. Un cantiere, quindi, che si sarebbe dovuto differenziare da altri, voluto da Giuseppe Burgio e Salvatore Greco, imprenditori che in passato hanno denunciato le minacce ricevute da esponenti della mafia agrigentina. L’enorme scheletro di un’opera iniziata nella primavera dello scorso anno, però, giace solitario in attesa che gli operai possano ritornare a lavorare. (continua…)
“E’ il prestanome di Messina Denaro”. La DIA sequestra 1,5 miliardi a Vito Nicastri
14 set
Vito Nicastri, in Sicilia, era il “re del vento”. Secondo la DIA in nome e per conto di Matteo Messina Denaro, che da tempo ha messo le mani sulla green economy. E’ lo scenario che emerge dal maxisequestro record da un miliardo e mezzo di euro messo a segno dalla Direzione investigativa antimafia nei confronti dell’imprenditore alcamese dell’eolico, il 54enne Vito Nicastri, titolare di diverse società nel settore delle energie alternative, che si era in qualche modo guadagnato quel titolo. “E’ stata fatta oggi la più grande operazione di sequestro dei beni ad un imprenditore nel Trapanese considerato vicino al boss Matteo Messina Denaro: sono stati sequestrati un miliardo e mezzo di euro”, ha confermato il ministro dell’interno Roberto Maroni. (continua…)

