Ricordare Falcone: fatti, non parole
23 magSono passati 18 anni dalla strage di Capaci. Diciotto anni di depistaggi, silenzi, omissioni, collusioni di esponenti delle istituzioni che ricordano solo adesso. Abbiamo un grande bisogno di verità sulle strage e di credibilità nella lotta alla mafia. È necessario, quindi, evitare la retorica, ritirare il ddl sulle intercettazioni e sopperire alle carenze di organico e di risorse delle procure antimafia che indagano sulle stragi. Non c’è modo migliore per ricordare il sacrificio di Giovanni Falcone, della moglie e degli uomini della scorta. (continua…)
Ingroia: sono vivo grazie alle intercettazioni
21 mag
Il capo della mafia siciliana Bernardo Provenzano è imprendibile, ricercato da quarantasei anni e nove mesi. Dicono che si nasconda a un passo dalla sua casa di Corleone. È un fantasma: nessuno riesce mai a scovarlo. Una piccola folla ha applaudito ieri mattina nella parrocchia di Pagliarelli la bara di Gianni Nicchi detto Tiramisù, l’astro nascente di Cosa Nostra palermitana ucciso a colpi di pistola dai sicari del clan Lo Piccolo. Gli artificieri dei carabinieri hanno disinnescato l’ordigno piazzato sotto la casa del procuratore aggiunto Antonio Ingroia dagli uomini di Mimmo Raccuglia, il boss di Altofonte che dal 2000 è diventato il più pericoloso latitante al servizio di Totò Riina. Sarebbe andata cosi. Sarebbe andata così per legge. “L’ho scampata per un pelo”, racconta divertito – e poi neanche tanto – Antonio Ingroia, che era sulla lista nera di Raccuglia, mentre ricorda tutto ciò che (non) si sarebbe mai verificato in questi ultimi anni in Sicilia con il decreto voluto dal governo. (continua…)

