Le mani in tasca

22 Giu

Beni mobili, immobili, aziende e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di oltre 3 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Guardia di finanza di Palermo. Si tratta del patrimonio di alcuni fiancheggiatori e prestanome dei boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo, padre e figlio, arrestati il 5 novembre 2007 dopo una lunga latitanza. Tre i provvedimenti di sequestro emessi dalla sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo.
I destinatari dei provvedimenti di sequestro sono Tommaso Contino, 48 anni, Tommaso Macchiarella, 55 anni, e Giovanni Cusimano, 69 anni, zio della moglie di Salvatore Lo Piccolo, tutti arrestati in esecuzione dell’ordine di custodia cautelare in carcere emessa il 21 marzo 2008 nell’ambito dell’operazione “Addio pizzo 2”. Sono accusati di essere stati i collettori del pizzo per conto dei boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo, nonché i loro prestanome in relazione alla proprietà di alcuni beni.

In particolare Contino – cui sono stati sequestrati beni per 330 mila euro – è ritenuto organico alle famiglie di Tommaso Natale e Partanna-Mondello, per le quali si occupava della riscossione del pizzo. E’ accusato, inoltre, con Salvatore e Sandro Lo Piccolo, di estorsione aggravata e continuata ai danni della società che gestisce la discoteca Scalea Club, di Via Faraone 2, di proprietà della società Pringess Scalea Club. La sua caratura criminale emerge già nitidamente nel processo “San Lorenzo 1”: in quel caso Masino Contino, viene ripetutamente citato nelle intercettazioni tra Giovanni Cusimano ed il figlio Cosimo, dalle quali si evince che lo stesso Contino viene spesso incaricato di gestire e piazzare armi. Di lui, intorno alla fine degli anni 90, parlano anche i pentiti Francesco Onorato e Giovan Battista Ferrante, il primo uomo d’onore della famiglia di Partanna Mondello (di cui è stato anche reggente per un periodo), ed il secondo della famiglia di San Lorenzo.

I collaboratori di giustizia Franzese e Nuccio riferiscono come dopo gli arresti effettuati nell’ambito dell’operazione “Occidente”, Contino, che all’epoca deteneva la contabilità e la cassa della famiglia mafiosa di Partanna-Mondello, aveva temporaneamente allentato la raccolta del pizzo perché temeva di essere sotto osservazione. A Macchiarella, accusato di avere collaborato con Antonino Mancuso, reggente della famiglia di Partanna Mondello, nella gestione delle estorsioni, nonché di essersi intestato mezzi dei lo Piccolo, sono stati sottratti beni per 800 mila euro. Infine, un patrimonio di 1,9 milioni è stato sequestrato a Cusimano, zio della moglie di Salvatore Lo Piccolo, affiliato alla famiglia mafiosa di Tommaso Natale, accusato di avere riscosso il pizzo in numerose attività commerciali, compresa la Fabbrica delle Idee di via Faraone, costringendo il titolare a versare delle somme a titolo di “messa a posto” e a fare certe assunzioni.


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