Facebook mafia

23 Giu

ANGELO VITALE

I social network: una grande opportunità di comunicazione e di fare rete superando le barriere dell’informazione normalizzata; un nuovo “grande fratello” da cui guardarsi bene per le informazioni sulla privata di ognuno che mette in piazza; una landa sconfinata che consente a tutti di liberare le parti più nascoste di sè, le più recondite fantasie, idee provocatorie o smanie esibizioniste. Non stupisce perciò che almeno 200 gruppi e centinaia di profili celebrino le “gesta” di capimafia criminali e sanguinari, primule rosse e banditi di varia progenie. All’inizio dell’anno scorso, denunciando il fenomeno, il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso aveva ricordato che “non siamo più ai tempi del sasso in bocca. I mafiosi si muovono nel mondo globale a grande velocità, sono sempre i più svelti ad adattarsi alle novità”.

Le polemiche e gli interessamenti dell’autorità giudiziara quantomeno rallentato il fenomeno negli ultimi mesi, foss’anche perché molti hanno capito che la Polizia Postale “vigila” su questi strani gruppi e soprattutto sui profili sospetti. Un motivo in più per stare in guardia lo ha dato Pasquale Manfredi, 33enne boss crotonese, tra i 100 latitanti italiani più pericolosi, che il primo febbraio scorso è stato catturato dalla squadra mobile di Crotone a Isola di Capo Rizzuto proprio perché tradito dalla sua passione per Facebook.

I gruppi generici che si ispirano chiaramente ai valori della lotta antimafia e della legalità, fortunatamente, sono tre volte di più di quelli che ammiccano o sono palesemente a favore della mafia. Ci si chiede chi siano i fan dei mafiosi in questi gruppi. Scorrendo rapidamente gli elenchi si leggono tanti cognomi dell’Est o stranieri ma non solo, purtroppo. A un generico gruppo “Mafia” con oltre 1700 membri fa da contraltare un “via la mafia da Facebook? Sì ma anche dal Parlamento” forte di quasi 2800 fan. Spicca ancor di più con i suoi quasi diecimila aderenti (9.774) un “International Facebook’s user class action against all mafia organizations”, così come i 6300 e passa per i quali “gli elogi alla mafia su fb sono un insulto e una vergogna”. Fioriscono pure gruppi “partoriti” oltreoceano che risentono chiaramente degli echi leggendari propagati dalla saga de Il Padrino: “Corleone” (4753 membri), “Italian Mafia” (1766 memebri), “The Corleone family” (741 fan) o più semplicemente “The Mafia” (669 fan).

Il più “gettonato” è Totò Riina. Vanta quasi un centinaio di gruppi che lo riguardano. Nel suo caso sono più i sostenitori che non i “detrattori”. Tra coloro che hanno lasciato messaggi su queste pagine c’é chi scrive: “Riina è un grande” o scherza in maniera incosciente sulle stragi di mafia o sulle vittime di Cosa nostra. Un fan di Riina chiede “Ma cu e’ stu Dalla Chiesa?” (Ma chi è questo Dalla Chiesa?). Molti dei gruppi a lui favorevoli si richiamano alla recente fiction “Il Capo dei capi” (8.720 fan) andata in onda su Canale 5. C’è quello che riporta frasi “epiche” pronunciate dal boss corleonese (“Quando fa male un dito si fa prima a tagliare tutto il braccio”, “Vadda chi non basta nà pistola ppì diventari masculi… prima ci vonnu i cug…”, “fedeli sono i cani non gli uomini”) e quello con un’impronta (forse volutamente) più neutra o talvolta mascherata dichiarando la propria simpatia non tanto per “Totò u curtu” quanto per l’attore siciliano che l’ha interpretato, Claudio Gioè. I gruppi facebook con Riina “personaggio pubblico” raccolgono complessivamente quasi 2000 fan aggregati a dizioni diverse che si differenziano magari solo per il maiuscolo o minuscolo delle iniziali o di altre lettere. I gruppi più numerosi di fan ne hanno poco più di un migliaio (“Totò Riina” 1002 fan) e di 330 (“Totò RiiNa”). Due gruppi – per un totale di 35 aderenti – gli vorrebbero dare anche il nobel per la pace ma tre grandissime aggregazioni nettamente ostili a Riina ci tranquillizzano. In particolare 41 mila circa si appellano ai gestori di Fb: “se non cancella i gruppi Riina io mi cancello”. Per 5420 utenti di Facebook “Totò Riina non è un idolo ma un criminale”, altri 4254 si riconoscono in “contro chi è fan di Totò Riina”. Ci sono anche quelli che “Totò Riina ce l’ha piccolo” (100 fan) e quelli che “è meglio di Silvio Berlusconi (92 fan). O ancora se “Facebook cancella le foto di una donna che allatta al seno perché non cancella i fanclub di Riina” (un paio di gruppi con un totale di circa 400 adesioni)?

L’ex primula rossa di Cosa Nostra Bernardo Provenzano vanta una dozzina di fan club anche dai nomi più strani. In tutti, seppur di poco, i membri stanno diminuendo. Il più numeroso “Bernardo Provenzano” – personaggio pubblico – “piace” a 1143 membri, il doppio rispetto a tre mesi fa. Un secondo (“Bernardo Provenzano detto Binu u Tratturi”) conta 1007 fan (erano 1013 a febbraio), un terzo “gruppo creato per la santificazione di Bernardo Provenzano” è sceso a 425 membri (da 435 del febbraio scorso). Chi lo vuole “libero” (68 membri), chi “senatore a vita e pure santo” (36 membri). Nelle pagine a suo nome c’è chi gli augura “buon Natale”, chi gli dice che “è grande”, chi mette video sulla sua storia, e chi gli “bacia le mani”.Di contro conforta sapere che quasi in 9000 (8.936) chiedono “l’abolizione del gruppo fan di Bernardo Provenzano”.

Matteo Messina Denaro non gode della stessa notorietà di Riina e Provenzano su facebook. Per lui soltanto 6 gruppi e 26 profili che ricalcano il suo nome e la sua foto segnaletica da superlatitante. Anche nel suo caso i fan sono in calo. Settantasette aderenti aveva qualche mese fa il gruppo più numeroso sul boss trapanese che oggi sembra scomparso. Alcuni giovani chiedono “ma lei è veramente Messina Denaro” o si dicono “onorati della sua amicizia”. Adesso ci sono pure quelli (40) che lo vorrebbero prossimo Presidente della Regione Sicilia. Così come a marzo si azzardava (gruppo con 40 adesioni) che sarebbe stato catturato fra il 26 e il 27 marzo in concomitanza con le elezioni regionali.

La memoria sui social network non si nega neppure ai boss mafiosi della vecchia guardia. “Essere sereni come Michele Greco…” è “l’aspirazione”di 145 utenti di Facebook così come in 34 si riconoscono fra “tutti quelli che lo conoscono”. Non si capisce bene una minuscola aggregazione (6) “Pippo Calò presidente” alla categoria sport e tempo libero. Non lascia adito a dubbi il gruppo “Mangano non è un eroe ma un mafioso della cosca di Pippo Calò” (19 adesioni). Niente fan per Don Tano Badalamenti, il boss di Cinisi, l’uomo che ordinò l’uccisione di Peppino Impastato, il giovane militante di Democrazia Proletaria che denunciava e irrideva la mafia. Cinque profili riprendono il suo nome ma solo uno ha la sua immagine. Una vecchio foto d’epoca per Tommaso Buscetta, il primo grande boss pentito, e 309 fan. Non supera i cento (94) il gruppo a sostegno di Luciano Liggio così come quello di Leoluca Bagarella (73 fan). Poco più di una dozzina i “tifosi” del boss catanese Nitto Santapaola. I boss dell’era moderna, nonostante siano rimasti sulla cresta dell’onda meno tempo, hanno magari più “fan” su Facebook come capita a Salvatore Lo Piccolo (159 adesioni) e al figlio Sandro che “vanta” 2 profili con la sua immagine o ancora al boss di Altofonte, Mimmo Raccuglia, uno degli ultimi ad essere catturati, che ha una cinquantina di “sostenitori” tanti quanti “Pio La Torre, vittima di mafia”.

Alla voce ‘ndrangheta risultano una trentina di gruppi. Un quarto di questi sono stati aperti ma rimangono senza sostenitori. C’è un gruppo che si richiama a una “N’drina Surace” o a un più generico “La ndrangheta – origine – struttura e organizzazione” con 15o fan ciascuno. In 53 si ispirano alla “nuova ‘ndrangheta riformata”, una ventina di fan per “Ndrina” o “ndrangheta”. Se un “museo della ‘ndrangheta” conta quasi 1800 sostenitori assai più numerosi sono quanti si schierano contro l’organizzazione criminale calabrese. Attorno al club “ndrangheta… un tumore da estirpare!!!” si ritrovano 8200 profili facebook, così come 1300 si riconoscono nel gruppo “stop ‘ndrangheta” e altrettanti nel gruppo che ricorda “Rocco Gatto – il mugnaio comunista che sfidò la ‘ndrangheta”. Per le famiglie mafiose calabresi più note o per loro esponenti di spicco non si segnalano gruppi di sostegno a parte un paio di gruppi che si ritrovano semplicemente attorno al cognome (Morabito o Strangio), e questi presumibilmente non ha legami con le omonime famiglie mafiose.

Dall’Argentina 821 persone si ispirano a una sorta di “associazione” “Camorra Culturale Napolitana Argentina Internazionale” identificata con l’immagine del Padrino-Brando di Coppola e l’improbabile scritta “creative camorra”. Una cinquantina i gruppi con la denominazione “Camorra” et similia, molti dei quali senza adesioni. Il più numeroso ne segna quasi 180. Supera di poco il centinaio “ragazzi di camorra” e i 60 “A camorra… song io”. Una dozzina sono i gruppi tedeschi, seppure con poche decine di adesioni. Molto più numerosi (2652) quelli che “Io sto contro la Camorra e tu?”. In 120 “sono di Napoli e non camorrista… anzi odio la camorra”. E che dire dei “comunisti anti-camorra che comprano erba dai camorristi”? “A 101 persone piace questo elemento”, sic! Tra i personaggi più mitizzati della galassia camorrista spicca com’era facile immaginare Raffaele Cutolo. Don Raffaè può contare su tre gruppi per un totale di circa 1000 fan. Meno consensi riscuote, quantomeno su Facebook, Francesco Schiavone detto Sandokan. Il “fan club” del boss casalese non va oltre i 30 membri. Ce n’è uno anche in tedesco seppure con 2 sole adesioni ma in 26 vogliono che “francesco schiavone muoia entro l’anno… magari prima”. Il suo contraltare naturale, lo scrittore Roberto Saviano col suo “Gomorra” e le sue denunce sui casalesi coalizza, però, migliaia e migliaia di persone contro la Camorra in circa 500 gruppi o fan club.  Sono 310 i membri del gruppo “Sacra Corona Unita S.C.U. pugliese”. Una decina in tutto i gruppi sulla SCU. Quello più numeroso è contro “contro la Sacra Corona Unita” (912 adesioni) anche se qualcuno cerca “10.ooo iscritti in tutto il salento” a favore dell’organizzazione criminale ma non si va oltre i 31 “fan”.

Fioriscono i gruppi (7 in tutto) per Renato Vallanzasca Costantini (classe 1950) autore negli anni settanta e seguenti di numerose rapine, sequestri, omicidi ed evasioni, e che attualmente sta scontando una condanna complessiva a quattro ergastoli e 260 anni di reclusione. Il “bel Renè”, che dall’ 8 marzo 2010 può usufruire del beneficio del lavoro esterno, ha l’appoggio di quasi 730 fan nel profilo più numeroso. Un gruppo riguarda anche la recente fiction costruita sulla sua vita.

Due i gruppi facebook a sostegno dell’ex boss della Mala del Brenta Felice Maniero. Circa 450 fan in tutto per “faccia d’angelo”. Superano quota 100 i gruppi che riguardano la Banda della Magliana. Tranne un “cancelliamo da facebook il gruppo dei fan della Banda della Magliana” (365 membri) inneggiano chi più chi meno alla banda criminale che ritroviamo in tanti misfatti e misteri italiani. Il gruppo più agguerrito di fan della banda sfiora le 1000 unità (985). Ben più numerosi quanti si ispirano alla trasposizione televisiva e cinematografica di “Romanzo Criminale” con due gruppi in particolare, uno da 1730 aderenti e uno da 1255. Uno riguarda nello specifico, Enrico de Pedis, tra i leader storici della Magliana: 338 i membri per “Enrico De Pedis, Il Dandi: Storia di un Boss della Magliana”.

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Una Risposta to “Facebook mafia”

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  1. chips&salsa » Blog Archive » Un boss per amico - giugno 28, 2010

    […] che sotto sotto qualcosa ci cova sempre, Angelo Vitale, del sito mafieholding.info, ha deciso di analizzare minuziosamente i fan club virtuali dei più famigerati criminali italiani, […]

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