Il silenzio della vergogna

2 Lug

ALESSANDRO CASSINIS

Un attentato ogni 36 ore, una persona nel mirino ogni 280 abitanti, 305 roghi e devastazioni in un anno e mezzo. Nemmeno di fronte ai numeri del procuratore di Sanremo Roberto Cavallone il questore di Imperia, Luigi Mauriello, ha osato parlare di mafia nel territorio che il governo gli ha affidato : «Singole fattispecie criminose quali la concorrenza sleale, le vendette personali o gli atti di vandalismo».

Ora che i carabinieri hanno chiesto l’avvio della procedura per lo scioglimento del consiglio comunale di Bordighera, le rassicurazioni degli amministratori e dei responsabili della sicurezza suonano non più soltanto ridicole, ma sinistre. La mafia c’è, è presente e radicata, la procura sta indagando sui legami tra i clan della zona e i politici locali, c’è il sospetto di voti di scambio e di finanziamenti occulti. La criminalità ha nomi e cognomi: sotto inchiesta ci sono i clan dei Pellegrino e dei Valente, Francesco Barilaro e Rocco Di Marte. Ma c’è un altro filone di indagine, molto più ampio, condotto dalla Direzione distrettuale antimafia di Genova, che va ben oltre i confini di Bordighera e coinvolge un’ottantina di indagati. A che cosa è servito girare per anni con le fette di prosciutto sugli occhi?

A chi sono serviti i silenzi e le omertà degli imprenditori e degli esercenti puniti dagli incendi dolosi, le sottovalutazioni delle autorità chiamate a garantire la sicurezza, gli attacchi a “certa stampa” che il sindaco di Bordighera, nel frattempo abbandonato dalla Lega, ha lanciato per negare l’innegabile? È la prima volta che un Comune ligure finisce nella lista dei consigli comunali a rischio di scioglimento per collusioni mafiose. È la seconda che succede in tutto il Nord Italia dopo il caso di Bardonecchia. E questo è un primato che Bordighera e la Liguria non meritano, una vergogna che soltanto la reazione dei cittadini onesti può cancellare. Far finta di niente è proprio quello che la mafia si aspetta.

http://www.ilsecoloxix.it

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