Archivio Libera Mente

Il blog Libera Mente è nato nel maggio 2005, su iniziativa dei giornalisti Walter Molino e Angelo Vitale. La comunità on line ha proseguito la sua evoluzione, dentro e fuori la rete, per cinque anni esatti.

Inizialmente focalizzato sulla politica e gli affari Partinico e dintorni,  luoghi nevralgici del ricambio generazionale delle vecchie cosche mafiose legate ai corleonesi, nel corso del tempo il blog ha sperimentato nuove forme di partecipazione e condivisione delle informazioni, con gli obiettivi di rafforzare il diritto di cittadinanza e riaffermare la legalità in un territorio pesantemente inquinato dalla mafia, e devastato da una classe politica irresponsabile, inadeguata e in grande parte collusa con i poteri criminali.

Libera Mente è entrato a gamba tesa sulle trame oscure e inconfessabili della classe dirigente locale: politici, amministratori, professionisti, imprenditori e operatori della disinformazione. Per cinque anni, con le sue inchieste e le sue iniziative sul territorio, il blog è stato una spina nel fianco delle minime lobby locali che, dietro volti e simboli apparentemente nuovi, hanno ereditato dai vecchi marpioni delle “prima repubblica” i peggiori metodi clientelari e i più morbosi appetiti economici, cifre evidenti di una gestione del potere esclusivamente affaristica e priva di qualsiasi responsabilità morale e civile nei confronti dei cittadini.

I rappresentanti delle Istituzioni ostentano sbracate relazioni con i circuiti economico-finanziari: Partinico è oggi uno dei simboli più significativi del degrado sociale, civile e politico della Sicilia, così come la sua classe dirigente, che ha fatto della volgarità e dello sfregio continuo alla sobrietà la sua caratteristica peculiare.

Il problema non è mai stato – e ancora meno lo è oggi – solo Partinico. Per questo a metà del 2010 Libera Mente ha considerato chiuso un ciclo. All’originaria attenzione rivolta alla cronaca e alla politica locale, si è progressivamente sostituito un più approfondito e mirato lavoro di inchiesta, sempre più ad ampio raggio, più esteso degli angusti recinti locali. La città in cui Danilo Dolci provo a costruire una coscienza collettiva fondata sulla solidarietà, è oggi un osservatorio molto interessante per studiare l’evoluzione dei poteri criminali, e per questo continueremo a tenerlo d’occhio con particolare attenzione.

Più che sottolineare lo squallore infinito di una classe dirigente ipertrofica e autoreferenziale, dolosamente responsabile dell’inarrestabile disfacimento del residuale spirito di collettività, è utile e necessario, oggi, fare un passo avanti. Continuare ad alzare lo sguardo e raccontare le tante Partinico della Sicilia e del Sud Italia, e oltre ancora. Raccontare dei tanti affari in cui il patto tra criminalità, impresa e politica si salda in un’alleanza inossidabile. Straparlare a vanvera di mafia, oggi, rischia di non significare più nulla. La narrazione stanca dei fenomeni da baraccone prosegua pure a sputazzare sui vecchi padrini in galera.

La mafia è mafia, diceva Giovanni Falcone, perché è capace di tessere la tela delle relazioni e creare un tessuto unico col potere politico ed economico. La mafia è mafia perché sa stare al passo coi tempi. I mafiosi sono stati campieri nel latifondo, si sono lanciati negli appalti, nel contrabbando e nel traffico di droga. E poi hanno fiutato il business milionario della sanità, e i grandi investimenti nei supermercati e nei centri commerciali, e poi le energie rinnovabili. La mafia è mafia perché sa governare il proprio futuro. Libera Mente vuole provare a raccontarla questa mafia che cambia.

Per i nostalgici: l’archivio di Libera Mente

3 Risposte to “Archivio Libera Mente”

  1. giovanna agosto 7, 2010 a 1:42 pm #

    vi si può contattare e inviare articoli?

  2. Mauro Giuseppe Nicolosi agosto 25, 2010 a 8:05 pm #

    Gent.mi Molino e Vitale,
    Vi scrivo in merito al cambiamento della linea editoriale di ‘Liberamente’.
    Ho sempre apprezzato il vostro lavoro – puntuale e stimolante – e continuo ad apprezzarlo ancora oggi nella nuova veste editoriale e tematica.
    Nel presentare il cambiamento di veste editoriale e di temi Voi scrivete: “Più che sottolineare lo squallore infinito di una classe dirigente ipertrofica e autoreferenziale, dolosamente responsabile dell’inarrestabile disfacimento del residuale spirito di collettività, è utile e necessario, oggi, fare un passo avanti. Continuare ad alzare lo sguardo e raccontare le tante Partinico della Sicilia e del Sud Italia, e oltre ancora. Raccontare dei tanti affari in cui il patto tra criminalità, impresa e politica si salda in un’alleanza inossidabile. Straparlare a vanvera di mafia, oggi, rischia di non significare più nulla”. Tutto vero ciò che dite, ma è anche vero che il raccontare il piccolo episodio, l’intreccio perverso da fiera paesana, le locali smargiassate, ecc. finiva col diventare per il lettore una scuola di discernimento; anzi, per chi viveva a Partinico (Vi ho abitato dal 2006 fino al febbraio 2010) uno stimolo a non ‘distrarsi’, a vivere una vigilanza etica e democratica.
    Capisco bene che il giornalista di spessore finisce coll’annoiarsi, ma la cronaca locale partinicese era per molti di noi metafora et exemplum. Forse – spero proprio di no – con il cambiamento farete un grandissimo piacere proprio a coloro che sono l’inizio della perversione, i rami più bassi e codini; essi non avranno più nessuno che li sburgiaderà, se si eccettua telejato, ma quest’ultima è ormai più una edizione partinicense di ‘striscia la notizia’ che una trasmissione di informazione.
    Cordiali saluti.
    Mauro Giuseppe Nicolosi

    La mafia è mafia, diceva Giovanni Falcone, perché è capace di tessere la tela delle relazioni

  3. giovanna ottobre 10, 2010 a 12:33 pm #

    condivido in pieno quanto scritto da Nicolosi… il sito adesso è uno dei tanti anonimi siti su denunce e temi mafiosi mentre per lungo tempo è stato un importante punto di riferimento per Partinico e dintorni grazie soprattutto al vostro attento lavoro… a mio avviso è un’occasione persa… un caro saluto giovanna nobile

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