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Il gesto a metà di Nicola ‘o americano

15 Lug

PEPPE RUGGIERO

Tanto tuonò che alla fine piovve. Le dimissioni di Cosentino non sono altro che una piccola pioggerellina estiva. Intensa ma breve. Il tempo di rinfrescare l’aria. Si potrebbe quasi dire che il dossier contro Caldoro fa più’ paura della Camorra. Anzi perché non dirlo. Non si riesce più a tenere il conto dei pentiti che hanno chiamato in causa il sottosegretario per ”amicizie” con il clan dei Casalesi. Insufficienti però in questi anni a “redimerlo” per  lasciare gli incarichi di Governo. Ora invece davanti allo scandalo P3, Cosentino lascia. Non totalmente.  Strategicamente rimane coordinatore campano del Partito di Berlusconi. Un gesto a metà. Una dimissione che sembra quasi una vittoria. E che fa paura. Mantiene il potere e l’influenza nella sua Campania. Una regione  che dovunque  la guardi, da destra o da sinistra,non esprime una classe politica degna di questo nome. Continua a leggere

Cosentino tiene in scacco la Campania

14 Lug

PEPPE RUGGIERO

Uno, due, tre, quattro, cinque. Non si contano piu’ i pentiti che chiamano in causa il sottosegretario all’economia Nicola Cosentino. Pentiti eccellenti che in questi anni hanno svelato i segreti ed i meccanismi del clan dei Casalesi, la holding criminale tra le piu’ potenti economicamente nel panorama delle mafie italiane. Dai rifiuti all’eolico, dai voti per essere eletto ai dossier per screditare gli avversari politici. Una lista che ogni giorno si allunga per il coordinatore regionale del Pdl in Campania. Bastava leggere le  293 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Raffaele Piccirillo, che aveva  chiesto il via libera al Parlamento per arrestare il sottosegretario all’Economia per sapere. Unico capo d’accusa. Concorso esterno in associazione mafiosa: voti in cambio del patrocinio politico del clan dei Casalesi nel settore dei rifiuti.

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Roberto Saviano. Le mani dei Casalesi su appalti ed elezioni

13 Lug

Le mani dei Casalesi su appalti ed elezioni – Repubblica.it.

Expo No Crime. Parte il monitoraggio diffuso contro le infiltrazioni mafiose

7 Lug

L’APPELLO: “Gli arresti a Milano che hanno portato in carcere 15 uomini legati a Francesco Valle (classe 1937), per gli amici Don Ciccio, hanno i soliti disgustosi ingredienti della ‘ndrangheta in Lombardia. Le solite caratteristiche che non dobbiamo mai dare per scontate in una Regione in piena fase di alfabetizzazione, che non dobbiamo stancarci di scrivere, che non dobbiamo smettere di raccontare sui giornali, sui blog, per strada, agli amici, nelle istituzioni. La presa di coscienza deve essere un trauma che distrugge i collusi, condanna gli indifferenti e isola i negazionisti. Continua a leggere

Facebook mafia

23 Giu

ANGELO VITALE

I social network: una grande opportunità di comunicazione e di fare rete superando le barriere dell’informazione normalizzata; un nuovo “grande fratello” da cui guardarsi bene per le informazioni sulla privata di ognuno che mette in piazza; una landa sconfinata che consente a tutti di liberare le parti più nascoste di sè, le più recondite fantasie, idee provocatorie o smanie esibizioniste. Non stupisce perciò che almeno 200 gruppi e centinaia di profili celebrino le “gesta” di capimafia criminali e sanguinari, primule rosse e banditi di varia progenie. All’inizio dell’anno scorso, denunciando il fenomeno, il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso aveva ricordato che “non siamo più ai tempi del sasso in bocca. I mafiosi si muovono nel mondo globale a grande velocità, sono sempre i più svelti ad adattarsi alle novità”. Continua a leggere