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Messina, la cosca imponeva il cemento impoverito. Confische per 50 milioni di euro

30 Giu

Beni per 50 milioni di euro sono stati confiscati a Nicola e Domenico Pellegrino, imprenditori del calcestruzzo e  del movimento terra considerati elementi di spicco di un gruppo criminale affiliato alla cosca messinese di  Giacomo Spartà. Secondo la Dia di Messina, i due fratelli hanno lucrato sul cemento impoverito o depotanziato,  consolidando una sorta di monopolio nel settore grazie ai loro rapporti mafiosi. Un giro d’affari record, con un  incremento del capitale fino al mille per cento in pochi mesi. Dalle indagini sono emerse gravi irregolarità legate alla fornitura di calcestruzzo, in molti casi erogato in misura inferiore rispetto alle quantità previste. Tra i beni confiscati diverse quote societarie, 40 automezzi (camion, betoniere, trattori, fuoristrada, autovetture e moto di grossa cilindrata), due impianti di produzione di calcestruzzo completi di silos, nastri trasportatori ed altri macchinari, 20 rapporti bancari e polizze assicurative per oltre 200 mila euro, 39 immobili (terreni, ville e appartamenti): si tratta della più consistente misura di questo genere mai applicata in provincia di Messina. Continua a leggere

Orgoglio e vecchi tartufi

9 Giu

WALTER MOLINO

Il Consorzio Sviluppo e legalità ha restituito all’economia legale le terre confiscate alla mafia nel corleonese. L’Europa ce lo invidia, la Regione siciliana lo vuole distruggere.

Ora chi glielo spiega a Pawel Samecki che costruire qualcosa di buono in Sicilia è impresa da pazzi e comunque non può durare? Ci rimarrebbe assai male il Commissario europeo per le politiche regionali, di nazionalità polacca, che appena sei mesi fa ha invitato a Bruxelles il direttore del Consorzio Sviluppo e legalità Lucio Guarino, perché raccontasse ai parlamentari europei la straordinaria esperienza di riutilizzo sociale e produttivo dei beni confiscati alla mafia in Sicilia. Un modello di sviluppo imperniato sulla legalità nei luoghi in cui per decenni ha dominato la criminalità organizzata. Lotta alla mafia che funziona e libera risorse: troppo bello per essere vero, e siccome è vero, allora è il caso di distruggerlo. Metti che la gente se ne accorge e magari ci comincia a prender gusto. E così il governo dell’inquisito per mafia Raffaele Lombardo, successore del condannato per mafia Totò Cuffaro, è passato all’azione. Continua a leggere