Tag Archives: cemento

Messina, la cosca imponeva il cemento impoverito. Confische per 50 milioni di euro

30 Giu

Beni per 50 milioni di euro sono stati confiscati a Nicola e Domenico Pellegrino, imprenditori del calcestruzzo e  del movimento terra considerati elementi di spicco di un gruppo criminale affiliato alla cosca messinese di  Giacomo Spartà. Secondo la Dia di Messina, i due fratelli hanno lucrato sul cemento impoverito o depotanziato,  consolidando una sorta di monopolio nel settore grazie ai loro rapporti mafiosi. Un giro d’affari record, con un  incremento del capitale fino al mille per cento in pochi mesi. Dalle indagini sono emerse gravi irregolarità legate alla fornitura di calcestruzzo, in molti casi erogato in misura inferiore rispetto alle quantità previste. Tra i beni confiscati diverse quote societarie, 40 automezzi (camion, betoniere, trattori, fuoristrada, autovetture e moto di grossa cilindrata), due impianti di produzione di calcestruzzo completi di silos, nastri trasportatori ed altri macchinari, 20 rapporti bancari e polizze assicurative per oltre 200 mila euro, 39 immobili (terreni, ville e appartamenti): si tratta della più consistente misura di questo genere mai applicata in provincia di Messina. Continua a leggere

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Vino e cemento, Cosa nostra diversifica gli investimenti

10 Giu

SALVO PALAZZOLO

I padrini di Cosa nostra ormai in carcere da anni avevano deciso di investire i propri tesori nella produzione di vino pregiato. Per il nuovo business si sarebbero affidati a uno dei professionisti siciliani più stimati del settore, l’ingegnere Francesco Lena, il patron dell’azienda “Abbazia Santa Anastasia” di Castelbuono (Palermo), che ha al suo attivo vini ormai in cima alle classifiche delle guide enologiche. Francesco Lena è stato arrestato all’alba dagli agenti della sezione Criminalità organizzata della squadra mobile di Palermo: è accusato di associazione mafiosa, sulla base delle dichiarazioni di alcuni pentiti, ma anche delle intercettazioni, che hanno captato discorsi d’affari fra boss del vertice di Cosa nostra. Continua a leggere

Infrazioni sul ciclo del cemento, opere pubbliche a rischio crollo

5 Giu

LUCA SALICI

Nell’ultimo anno sono stati persi 2 miliardi di euro in 27.000 costruzioni “senza regole”. Responsabili l’abusivismo edilizio e il calcestruzzo depotenziato. “Strade, ponti, viadotti, ferrovie, gallerie, case, centri commerciali e perfino scuole, ospedali e commissariati. Tutti a rischio crollo perché tirati su con cemento di pessima qualità – si legge nel rapporto Ecomafia 2010 – un business molto redditizio per i clan che praticamente controllano tutto il ciclo del cemento del Paese e per questo si aggiudicano appalti nazionali e locali per costruire opere pubbliche e private”.Secondo il dossier “il primo dato da segnalare per il ciclo del cemento è quello relativo al mancato ridimensionamento del fenomeno dell’abusivismo a causa della crisi economica”. Sulla base delle stime Cresme Consulting, a dispetto del calo delle abitazioni ultimate (da 316.000 a 280.000) nel settore legale, la parte illegale ha visto una diminuzione di sole 1.000 abitazioni (da 28.000 a 27.000). L’abusivismo organizzato, afferma lo studio dell’associazione ambientalista, “opera in nero in tutta la sua filiera” dall’acquisto dei materiali alla manodopera: 7.463 infrazioni accertate, 9.784 denunce e 2.832 sequestri (triplicano gli arresti a quota 13). La Campania si conferma al primo posto con 1.179 reati accertati (15,8% del totale), al secondo la Calabria (12,1%), al terzo il Lazio (11,8%). Al quarto posto la Sicilia con il 9,6%, 718 infrazioni accertate, 532 sequestri effettuati e 915 persone denunciate.

Attenzione puntata anche sulle cosìdette “ricette di produzione” per il calcestruzzo depotenziato. Ne sanno qualcosa le società che hanno costruito gli aeroporti di Palermo e Trapani, il lungomare di Mazara del Vallo, l’Ospedale San Giovanni di Dio ad Agrigento e il commissariato di polizia di Catelvetrano (Tp). La fornitura di materiali inerti costituisce – a detta della Direziona nazionale antimafia – una delle fasi a maggior rischio di penetrazione mafiosa nel sistema dei pubblici appalti. Sulla Sicilia a tal proposito grava lo spettro della gestione delle cave: sono 580 quelle legalmente aperte, un’attività che frutta grandi guadagni ai cavatori che per l’estrazione non pagano nulla alle istituzioni. Da queste cave sono stati estratti oltre 113 milioni di metri cubi, 57 milioni solo nella provincia di Palermo. Numeri da record, su cui la parte del leone viene fatta dalla mafia. Per la Dna continua ad essere “disarmante la scarsa sensibilità finora dimostrata dal legislatore nazionale e regionale in materia di cave per quanto riguarda la prevenzione del rischio mafioso”.

il Quotidiano di Sicilia