Bari, i clan si riorganizzano con le affiliazioni in carcere

7 Set

Nelle carceri pugliesi è ripartita la “campagna acquisti”. Fonti investigative raccontano che un clan barese egemone negli anni 80 (forse quello di Savino Parisi o di Antonio Capriati) sta compiendo manovre sotterranee per una ripresa in grande stile, dopo le decimazioni causate dai clan avversari e dalle operazioni di Polizia. Per questo stanno ricominciando ad affiliare giovani detenuti, anche appartenenti a clan avversi. La pratica delle affiliazioni in carcere non è atipica nella storia della criminalità pugliese. Proprio nelle celle del penitenziario di Bari, il 1° maggio 1983, Pino Rogoli fondò la Sacra Corona Unita, la quarta mafia.

In galera cambiano gli assetti dei clan, con i transfughi che decidono di passare dall’altra parte della barricata. Anche per questo caso c’è un rituale dedicato. “Mi fecero scrivere alcune frasi ingiuriose riferite al mo ex padrino – racconta un collaboratore di giustizia che era passato dal gruppo Strisciuglio a quello Di Cosola – Poi mi fecero alzare la maglietta. Mi tagliarono all’altezza dell’inguine. Il biglietto fu bagnato con il sangue, poi lo bruciammo e ci sputammo sopra”. Il passo era compiuto. Da allora l’uomo sarebbe appartenuto ad Antonio Di Cosola, ferocissimo capo della provincia barese il cui esercito è stato smantellato con un blitz dello scorso giugno.

Di Cosola è sempre stato attento ai rituali interni al clan: formule di giuramento, battesimi, segnali di riconoscimento, perlopiù mutuati dalla camorra. Non a caso nel corso del blitz è stato ritrovato un “manuale della camorra”. In carcere, per farsi riconoscere, molti affiliati ripetevano formule contenute nel libro “Dieci anni di mafia a Bari e dintorni”, scritto dall’ex magistrato Leonardo Rinella.

Ve ne sono di tre tipi, a seconda della situazione, scrive Rinella.

  1. “La bella favella è la parola d’ordine che l’affiliato utilizza per dimostrare la sua qualità
  2. L’abboccamento è invece il contatto ricercato da parte di un affiliato nei confronti di un altro membro dell’organizzazione, non incontrato mai in precedenza, di cui conosce già la qualità mafiosa.
  3. Infine il vincolo è un interrogatorio tra due affiliati assolutamente estranei tra loro, proprio per verificarne la qualità, il grado e l’appartenenza”.

Esempio: se in carcere un affiliato vuole capire se ha a che fare con un compare, gli si avvicina, gli offre una sigaretta, pone l’indice della mano destra sul pacchetto e dice:

“Io questa sigaretta te la vincolo”

Se l’altro è un affiliato, replica:

“Io me la svincolo e la svincolo come fecero i nostri venerabili tre vecchi fondatori della camorra conte Ugolino, Fiorentino di Russia e cavaliere di Spagna. E se loro la vincolarono e la svincolarono con mente, favella e serietà, io me la svincolo con onore, stima e fedeltà”.

Nel libro di Rinella, il cui titolo è inspiegabilmente molto ricercato sul motore di ricerca Google, sono trascritte anche tutte le varie fasi delle cerimonie di affiliazione:

  • la sistemazione del locale, al centro del quale siedono i 5 componenti della capriata, la Commissione che presiede al rito;
  • l’innalzamento del padrino a capo società, affinché presieda e conduca la cerimonia;
  • il battesimo del locale, dell’armatura (alcuni coltelli posati sul tavolo) e della spartenza (simbolizzata dalle sigarette)
  • le prime due votazioni di camorra, a conferma che il neofita è ammesso nel gruppo;
  • il giuramento vero e proprio, recitato dall’adepto;
  • la terza votazione di camorra, una mera formalità;
  • lo sbattesimo di armatura e locale e il riabbassamento della carica di capo società. Completata l’affiliazione, tutto deve ritornare come prima: il locale ridiventi un vano destinato al passaggio (o una cella di un carcere); i coltelli non simbolizzino più l’armatura e che il padrino perda quella qualifica di capo società.

http://www.docmafie.it

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Una Risposta to “Bari, i clan si riorganizzano con le affiliazioni in carcere”

  1. giovanna settembre 7, 2010 a 8:51 am #

    IL PROFETA di Audiard- da vedere proprio perchè mostra e racconta (come solo i capolavori sanno fare) questa realtà……

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